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martedì 29 gennaio 2008

Cosentino al Rialto

30 gennaio - 2 febbraio 2008
rassegna DRAMORAMA-TREallaTERZA
drammaturgie del contemporaneo
3a edizione x 3 spettacoli x 3 attori autori
questa settimana, 2 spettacoli di e con Andrea Cosentino

mercoledì 30 e giovedì 31 h 21:30
L’ASINO ALBINO
Lo spettacolo segue un gruppo di turisti in visita a L'isola de L’Asinara, attraverso la Stazione Sanitaria Marittima di quarantena, passando per l’ossario dei settemila prigionieri austro-ungarici che qui perirono nel campo di concentramento, e per il supercarcere di massima sicurezza, dove risuonano gli echi della lotta al terrorismo degli anni settanta. Ma L'Asinara è anche: vegetazione e fauna protetta, il cui rappresentante più famigerato è L'ASINO ALBINO, specie endemica e dalle origini misteriose...
"[...] Ve lo consiglio, non perdetelo e mi sarete grati di avervi fatto conoscere Andrea Cosentino,ricorderete L’asino albino tra i migliori one-man-show degli ultimi anni." Gordon T. GLOB excite

sabato 2 e domenica 3 febbraio 31 h 21:30
ANGELICA
Questo spettacolo conclude un dittico: L’asino albino era uno spettacolo sul tempo che passa, angelica è un lavoro sulla morte. Non è previsto un seguito. Comunque. Entrambi sono un tentativo di parlare del presente. A chi c’è. Accettando fino in fondo ciò che il teatro è: un monumento effimero.[...] Vivere senza il sostegno di un passato né prospettive di futuro. E’ il senso profondo dell’intrattenimento. Perché va bene la denuncia e la memoria e la controinformazionee il mondo a capinculo. Ma innanzitutto esserci. Qui e ora. Comunque.
"Un teatro che parla al cuore ed al cervello del pubblico, uno spettacolo denso e st ratificato, da vedere e da rivedere per coglierne tutte le sfumature, per apprezzarne la notevole complessità sotto la più immediata superficie comica. "Valentina D’Amico inequilibrio 05 giornale del festival

rialtosantambrogiovia s. ambrogio, 4 - Roma
tel.:0668133640
www.rialtosantambrogio.org

martedì 22 gennaio 2008

OlivieriRavelli, Appunti Politici alla Casa delle Culture

da martedì 29 gennaio a domenica 3 febbraio
RASSEGNA “SEGNALI DI ASCOLTO”
TEATRO CASA DELLE CULTURE DI ROMA
via San Crisogono, 45

OlivieriRavelli_Teatro
presenta
APPUNTI PER UN TEATRO POLITICO

una produzione
Ass. Cult. Amnesia Vivace - Ass. Cult. Figli di Hamm
Drammaturgia e regia: Fabio M. Franceschelli
Interpretazione: Claudio Di Loreto - Silvio Ambrogioni - Gabriele Linari - Domenico Smerilli
musica: Gnometto Band
voce femminile fuori campo: Francesca La Scala
voce maschile fuori campo:Marco Fumarola
realizzazione del jingle:Marco Puccilli
voce nel jingle:Francesca La Scala
realizzazione del costume “Hugo Ball”: Francesca Moretto
realizzazione del copricapo del “Compagno Jackso”: Anna Maria Sechi
trucco: Anna Maria Sechi
disegno luci: Marco Fumarola
progetto grafico:Alessandra D’Innella
Ideazione scene e costumi: Fabio M. Franceschelli e Claudio Di Loreto
Ufficio Stampa e Comunicazione
Maria Rita Parisi mariaritaparisi@gmail.com - 3470069645



NOTE DELL’AUTORE
Una farsa comica e grottesca e un “serio” monologo si alternano in tre quadri. Tutto gira intorno ad una domanda: che significa oggi essere di sinistra? Modernità e socialismo, borghesia e socialismo, Occidente e socialismo, capitale e socialismo… c’è davvero spazio per una sintesi accettabile o dobbiamo concludere che si tratta di poli antinomici? E in quest’ultimo caso, dove sta la coerenza del borghese occidentale che si professa di sinistra? Il monologo pone con affanno e confusione tali questioni, serie, pesanti, senza scampo; la farsa, invece, dà delle risposte “leggere”, disimpegnate, terribilmente e allegramente nichiliste… ma sembrano essere le uniche risposte che per ora si possono accettare. Nella farsa prevalgono personaggi brutti, scorretti, schizzati sulla carta attraverso stilizzazione e iperbole, sottrazione e deformazione, luoghi comuni talmente banali da sembrare indegni del concetto d’umanità. Ma sono personaggi e modi di “non-pensare” così familiari che, alla fine, nonostante il grottesco imperante tutto appare nella forma di un tranquillo e quotidiano realismo. Nel monologo prevale invece il porsi domande, disperate nella misura in cui scaturiscono dallo svelare con evidenza e logica stringente tutte le contraddizioni della nostra società e del nostro “moderno” modo di pensare. Si finisce, quindi, con un ridere disperato, un ridere che fa male.

LINEE GUIDA
(da Antonio Gramsci, La Città futura)
Odio gli indifferenti […]Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.L'indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. […]
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. […]
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

TEATRO CASA DELLE CULTURE DI ROMA
via San Crisogono, 45 tel. 06.58333253 fax 06.58157182
www.casadelleculture.net casadelleculture@interfree.it

Kataklisma, Buffet: sabato e domenica

sabato 26 gennaio, ore 21
domenica 27 gennaio, ore 18
rassegna Generatore X
Kataklisma teatro - Via G. De Agostini 79 - Roma (Pigneto)

Kataklisma
BUFFET
con: Isabella Di Cola, Alessandra Di Lernia, Elvira Frosini, Veronica Sferra
regia e drammaturgia: Elvira Frosini
Quattro performer in un vuoto imprescindibile hanno come unico appiglio un buffet: cibo continuamente mangiato, stralci di quotidiano deformato mai vissuto autenticamente, piccoli orrori contemporanei, leggeri, abituali, impercettibili, niente di grave. Le azioni si ripetono, si deformano, si lasciano guardare. È una ricerca su quel tanto di mostruoso che, scavando, si rinviene dietro la realtà opaca, un grande vuoto...

ingresso tessera sottoscrizione euro 7

KATAKLISMA TEATRO
Via Giovanni De Agostini, 79 - Roma (PIGNETO)
tel: 338 3476616
kataklisma@kataklisma.it - www.kataklisma.it
Laura Neri - ufficio stampa e comunicazione - tel: 347 4716598 -
press@kataklisma.it

domenica 20 gennaio 2008

Ygramul, programma 25/1 - 2/2

venerdì 25 gennaio
ore 16:00
Laboratorio Sperimentale sul Gioco di Ruolo

Primo incontro per un percorso, che si protrarrà nell'arco di vari mesi al Teatro Ygramul, incentrato sullo studio dei Giochi di Ruolo. Negli incontri si svilupperanno dibattiti teorici sulla Pedagogia Ludica, sulla Storia del Gioco di Ruolo e di Narrazione, e lezioni sulle metodologie di Gioco e la loro pot6enzialita' creativa e d'interconnessione con Cinema, Musica e Teatro. Inoltre prenderanno vita Partite e Campagne di Gioco di Narrazione che compenseranno l'aspetto teorico del Percorso, sperimentando al tavolo le diverse tematichre sviluppate in Conferenza e producendo, ad ogni incontro, un Reale Gruppo Laboratoriale che sviluppi gli aspetti cinematografici, teatrali e pedagogici del GdR e del GdN. Nasceranno dai vari incontri bozze di Scenegiatura, spunti per Training teatrali, soggetti per la scrittura, ecc... materiali di 'opera comune' a disposizione della Creativita' del Laboratorio.
ore 22:30
Claudio Zilli / concerto

Claudio Zilli chitarra e voceLanfranco Carbonetti percussioniGuido Capaldini chitarra solista
“La Musica è il nostro punto di riferimento, attraverso di essa esprimiamo le nostre emozioni”Il cantautore Claudio Zilli e la Kama Band attraverso la musica amano raccontare i fatti del quartiere e del futuro spesso incerto. La band romana cresciuta ascoltando musica reggae considera come maestri d’ispirazione Bob Marley e Rino Gaetano.

sabato 26 e domenica 27
ore 21:00
Edzi Re
[Ygramul LeMilleMolte]con Monica Crotti, Massimo Cusato, Paolo Parente, Antonio Sinisimusica dal vivo Daniele Pittacciscenografie Fiammetta Mandich, Vania Castelfranchiregia patafisica Vania Castelfranchi
Serata dedicata al Blues e alle sue culture con mostra fotografica lungo il Mississippi attraverso le facce del Blues "Goin' Down South", DJ set e musica dal vivo a cura di Mojo Station.L'Associazione Culturale Mojo Station, al fine di promuovere la diffusione della musica e della cultura nero ed afro americana, articola la propria attività in diversi ambiti. Produce e realizza due trasmissioni radiofoniche, Mojo Station - Il Blues e le sue Culture e So What! Jazz e dintorni, entrambe dalle frequenze di Radio Città Aperta 88.9 fm a Roma e nel Lazio. Inoltre una serie di attività live che trovano il loro momento clou nella realizzazione del Mojo Station Blues Festival. Numerose le collaborazioni come nel caso del Blues Corner Festival 2006 o la manifestazione A Kind of Blues Festival 2007 tenutesi alla Stazione Birra di Roma.
www.mojostation.net / www.myspace.com/mojostation

sabato 2 febbraio
ore 21:00
Bebas

[Ygramul LeMilleMolte]con Monica Crotti, Massimo Cusato, Paolo Parente, Antonio Sinisi, Aida Tallientemusica dal vivo Daniele Pittacciregia patafisica Vania Castelfranchi
BEBAS è uno spettacolo di fiabe, danze, maschere ed ombre ispirate all'universo Balinese. Il titolo stesso (libertà in indonesiano) ripercorre l'idea della grande fuga giocosa e fantastica che il Teatro Balinese porta nelle menti, una spinta all'immaginario, un alleggerimento del Sacro e del Magico, trasformando l'universo induista in un caledoscopio di colori, sapori, movimenti e suoni infantili. Bebas permette di assaporare questo gusto del racconto indonesiano, attraverso la narrazione di antiche fiabe da Bali, canti e danze tradizionali reinterpretati dagli attori italiani del Gruppo Ygramul, ma con l'utilizzo di reali strumenti musicali e scenici dell'opera balinse.Il viaggio spinge la coscienza degli adulti ad ascoltare con maggiore cura ed attenzione il codice magico dell'infanzia, e suggerisce ai bambini di prendere piu' potere e di difendersi dagli abusi (di ogni genere e forma) ai quali la societa' li rende soggetti. Per il diritto dell'Infanzia, alla Cura, al Gioco, alla Liberta'.
www.ygramul.net

Ingresso ad ogni serata 5 euro + tessera associativa annuale (3 euro)
Per informazioni e prenotazioni:
info@ygramul.net / 331 4703950

lunedì 7 gennaio 2008

Differenza#1 è online!

E' on-line il primo numero dela differenza
Il nuovo settimanale di cultura, on-line tutti i lunedì

www.differenza.org


sommario del numero
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- Dichiarazione d'indipendenza / Editoriale
di Gian Maria Tosatti
- Il pubblico, il privato e la società / Riflessoni a margine del convegno del 13 dicembre fra Teatro indipendente e istituzioni
di Attilio Scarpellini
- Palazzi d'inverno e festival d'estate / Documentario sui primi vagiti di una rete nazionale di strutture indipendenti
di Graziano Graziani
- Sotto braccio col cinema (in)dipendente / Tutti i malintesi e tutte le ragioni di una realtà evidente
di Federico Pontiggia
- Lo spazio indipendente / Appunti sull'ipotesi di un'architettura e un'urbanistica indipendenti
di Romolo Ottaviani (Stalker spacexperience)
- Nazionali con filtro / Ipotesi per un paesaggio socio-culturale visto dalla campana di vetro
di Christian Raimo

domenica 6 gennaio 2008

Psicopompo al Rialto

16-20 gennaio
Rialto Santambrogio
via S.Ambrogio 4

Psicopopmpo Teatro
CRIMINAL
di Javier Daulte

traduzione e regia
MANUELA CHERUBINI
con
GIOVANNI CARTA
PAOLO CIVATI
MICHELE RIONDINO
IRENE VECCHI


Quante bugie dici ogni giorno?
Perchè?
Fino a che punto sei capace di spingerti pur di realizzare i tuoi desideri?
I cattivi finiscono sempre per pagare le conseguenze delle loro malefatte?
Se non riesci a rispondere con sicurezza, sei un essere umano.
Forse.


venerdì 4 gennaio 2008

nausea dopo le feste #2

ancora da liberonews:

Elisabetta Gregoraci questa volta prima di partire per le vacanze natalizie alle Maldive con il promesso sposo Briatore, ha posato senza veli per la rivista spagnola Primera Linea. E tra uno scatto e l'altro Elisabetta l'ha buttata là: «Quiero ser actriz y me encantaría trabajar con Almodovar». Ovvero: «Vorrei fare l'attrice e mi piacerebbe molto lavorare con Almodovar».
Per essere più precisi, la Gregoraci ha specificato che vorrebbe ricevere una telefonata dal celebre regista. Insomma, lei ha gettato l'amo, ingenua o sfacciata che volesse essere, come se si trattasse di uno qualunque, come a dire: Pedro, cercati il numero sull'elenco e alza la cornetta, Elisabetta ti aspetta.
In fondo, penserà lei, a Buona Domenica adesso recita pure in qualche scenetta comica...

Fortebraccio, Iago all'Arvalia

8-13 gennaio 2008
Teatro Arvalia - via Quirino Majorana 139 ROMA

FORTEBRACCIO TEATRO
in collaborazione con Il Gruppo Libero Teatro San Martino

IAGO
concerto scenico con pretesto occasionalmente shakespeariano
per voce dissidente e musica complice

di
ROBERTO LATINI e GIANLUCA MISITI
con
ROBERTO LATINI
musiche originali
GIANLUCA MISITI
luci e direzione tecnica
MAX MUGNAI

info tel. 06.55382002 - 333.4366182
arvalia.lofficinadelteatro@gmail.com
www.teatroarvalia.it
www.fortebraccioteatro.com

giovedì 3 gennaio 2008

nausea dopo le feste #1

frasi tirate via dal magazine di libero.it:

Elisabetta Canalis adesso esige un po' di stima e considerazione: «Ora voglio essere considerata un'attrice»
«Ho dovuto sopportare tante diffidenze - dice - e la strada verso il cinema è stata sempre in salita. In Italia sono etichettata come una televisiva».
«Da tempo trascorro almeno tre mesi all'anno negli Stati Uniti, dove frequento corsi di recitazione in inglese. Quando sono in Italia, invece, viene a farmi lezione un insegnante a casa. Credo che la preparazione sia fondamentale se voglio intraprendere questa carriera».