mercoledì 19 marzo 2008

a proposito di arte, di performance e di altre cazzate del genere...

Riceviamo e pubblichiamo. Non senza disgusto.
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Nel 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete. Per parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte sono stati spettatori impassibili dell' agonia del povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.
La prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha oggi deciso di invitare Vargas Habacuc a ripetere la sua crudele azione nel contesto della Biennale 2008. Dobbiamo impedirglielo!

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Ricordo che un paio d'anni fa la morte dell'astice di Rodrigo Garcia ci fece discutere con una certa veemenza (www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo353019.shtml)
Ma qui - mi dico - siamo proprio oltre ogni possibile discussione.

Abbandonando per un istante l'indignazione, però, decido di verificare la notizia.
E scopro, forse meno sospreso di quanto dovrei, che la notizia non è affatto verificabile.
Il che al momento non significa che sia necessariamente falsa; ma solo che lo sia probabilmente.

Vi ricordate i bonsai kitten?

(1-segue)

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